|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| |
Itinerari da Lido di Camaiore
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
La
grande radicata tradizione di operatori del marmo, indicati nel
tempo in differenti modi -tutti, insigni o minori - come scalpellini,
scultori, picchia pietre, magistri lapidum, nasce assai anticamente
nel carrarino e in Versilia, terre di giacimenti marmiferi coronate
dalle Apuane, i monti di marmo.Dalla loro terra artefici ed artisti
migrarono a prestare la loro opera un po' dovunque, nei grandi
cantieri d'Italia e d'Europa. A partire dalla fine del Trecento,
cominciano ad emergere i nomi di alcune dinastie di scultori originari
della Versilia. Ricordiamo i Pardini, dei quali Antonio fu Archimagister
della fabbrica del Duomo di Lucca e Bonuccio probabile autore
del fonte battesimale di Pietrasanta. (1389). La loro opera è
riconducibile all'illustre tradizione dei pisani Andrea e Nino.Nel
corso del Quattrocento si impone la famiglia dei Riccomanni: il
capostipite Riccomanno, con il figlio Leonardo, eseguì
la loggetta della facciata della chiesa di Sant 'Agostino di Pietrasanta
(1431). La bottega che faceva capo a Leonardo, al quale si associò
il nipote Francesco, operò ripetutamente tra Toscana e
Liguria. Di questa attività due prodotti assai noti sono
le due pale d'altare di Sarzana. In Versilia, nella chiesa di
San Pantaleone di Pieve a Elici, un trittico di marmo (1470) è
attribuito a questa taglia. |
||
Particolarmente
rilevante, specie nella tradizione pietrasantina, è la
bottega degli Stagi: Lorenzo e suo figlio Stagio. Soprattutto
Stagio ha goduto e gode di una fama tale che sono state riferite
indiscriminatamente alla sua mano diverse opere, anche alcune
che i documenti danno al padre Lorenzo.Di Lorenzo, che era stato attivo nella bottega di Matteo Civitali a Lucca e a Pisa, sono conservati nel Duomo di Pietrasanta, gli elementi marmorei (1502 - 1507) che costituiscono il coro; |
||
| l'opera restò incompiuta
e toccò ad altri il completamento. Suo è il piedistallo
del pulpito (1504) e suo il tabernacolo eucaristico a tempietto
(1496 -1502) poi dismesso e trasferito nella chiesa di Farnocchia
in funzione di fonte battesimale. A sorreggere quel tabernacolo,
appunto, era destinato originariamente il piedistallo riutilizzato
nel XVII secolo come sostegno del pulpito. L'influsso dei modi
del Civitali è particolarmente evidente in queste opere
di Lorenzo. Di Stagio si è detto spesso che avrebbe ricevuto
la più parte della sua formazione lavorando nell'orbita
del padre; in realtà questi morì quando ancora Stagio
era ragazzo. Le sue opere del resto mostrano l'originalità
e la novità del suo fare; più ampio è per
esempio il repertorio decorativo, ispirato in notevole misura
alle grottesche e certamente desunto da quel Pandolfo Fancelli
col quale avviò l'imponente rinnovamento dell'arredo marmoreo
della Cattedrale di Pisa. A Pietrasanta, nel Duomo, sono di Stagio
due acquasantiere (1521-1522) a lui sono stati sempre riferiti
l'acquasantiera della chiesa di Nocchi (1520) e i candelabri del
Duomo di Pietrasanta, questi ultimi sono invece della fine del
secolo XVI. Questo periodo, a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento
fu contrassegnato dal lavoro di numerosi scultori che nella zona
trovarono il terreno fertile per la loro opera. |
||
Dei
più si è persa traccia certa; tra questi «maestri
senza nome» emerge però la personalità di
un altro artista, fiorentino ma trapiantato in Versilia; di lui
il nome, Donato Benti, è noto per le opere che ha firmato
e per la funzione che svolse quale procuratore di Michelangelo.
A Pietrasanta, nel Duomo, si conserva di lui l'acquasantiera firmata
e datata 1508,collocata attualmente nel transetto sinistro:a lungo
essa è stata considerata l'originario sostegno della cassa
del pulpito. |
||
| Nell'Oratorio di San Giacinto
è sua la tazza con fregio marino del fonte battesimale
a tempietto anche questo - come sembra singolare sorte di molti
monumenti pietrasantini - a più riprese rimaneggiato e
completato solo un secolo dopo.Un tabernacolo a tempietto è
stato eseguito dal Benti nel 1528 per la chiesa di Sant'Agostino;
oggi si trova a Cardoso, utilizzato come fonte battesimale. A
Nocchi, un tabernacolo assai simile - non documentato - può
essere opera sua; a Seravezza è probabilmente suo il fonte
battesimale della chiesa dei Santi Lorenzo e Barbara. Se i secoli
tra il Trecento e il Cinquecento furono il periodo di maggiore
pregnanza nell'opera degli scultori, l'arte del marmo non si è
mai spenta in Versilia nel settore della decorazione più
che nella statuaria. Persiste il valore di una tradizione artistica
e di una sapienza artigianale che trova alimento ancor oggi nella
realtà economica e produttiva del territorio. |
||
| Visita alle cave | ||
| Le
cave di Colonnata La prima tappa della visita alle cave conduce generalmente a Colonnata, antichissimo borgo arroccato a 532 metri s.l.m., che la tradizione vuole essere stata fondata dai Romani per alloggiare gli schiavi impegnati nell'escavazione. Le cave del canale di Colonnata costituiscono il più imponente dei bacini apuani e offrono una superba vista dei "ravaneti", gli spettacolari accumuli di detriti di marmo bianco adagiati sui fianchi dei monti Serrone Maggiore e Spallone, alla sommità del quale si trova il bacino di Gioia: un complesso di cave che offre un colpo d'occhio unico al mondo. |
||
| Il museo del Marmo a Carrara | ||
| È sorto
nel 1982, su iniziativa del Comune di Carrara, allo scopo di raccogliere
e documentare la locale cultura del marmo, permettendo la sua
valorizzazione e conservazione. Sede della memoria storica della città il Museo accoglie esposizioni, convegni e campagne di restauro, che favoriscono nuovi legami tra la città e le sue tradizioni, oltre che tra i numerosi visitatori italiani e stranieri (oltre diecimila l'anno). È articolato in sei sezioni interne e un'area esterna, che conducono il visitatore attraverso la complessa e affascinante realtà del marmo apuano: reperti archeologici, documenti grafici e fotografici, calchi e modellini didattici, marmoteca e collezione di scultura contemporanea, reperti di archeologia industriale e macchine originali per l'estrazione e lavorazione del marmo |
||
| Informazioni utili | ||
| Come arrivare |
![]() |
|
|
Alpi Apuane |Grotta del Vento| Puccini| Massaciuccoli | Massarosa | Montignoso | Pietrasanta | Seravezza | Cinque Terre | Porto Viareggio | arte liberty | Pisa | Lucca | Firenze | altre città | parco San Rossore| Castello Malaspina | Castello Aghinolfi | Carrara ed il marmo | grotte | antro del Corchia |
|
|
home | info | immagini | sistemazione | svago | eventi | itinerari | indirizzi | area utenti |
|
|
|