La
storia della città di Camaiore risale circa al 190 a.C.
quando i Romani, fondata Lucca, decisero di edificare alcune fortificazioni
ai piedi del monte Prana. Sorse così la Colonia Lucensis
nella grande pianura (Campus Maior) da cui deriva il nome Camaiore.
Dopo la caduta dell'impero d'occidente, il territorio fu sottoposto
ad innumerevoli invasioni barbariche soprattutto condotte da Goti
e Bizantini.
Lucca riprese il controllo della città
con l'aiuto dei Longobardi e, con il diffondersi del Cristianesimo,
sorsero le prime chiese come la Pieve di S. Maria e S. Stefano.
Potenti signori feudali sottrassero ai lucchesi il dominio della
città di Camaiore che, intorno al 1230, tornò ad
essere inclusa tra i comuni di Lucca dei quali divenne capoluogo
nel 1308. La città, non sufficientemente protetta, dovette
subire altre dominazioni come quella dei Pisani e nuove distruzioni
come quella da parte di mercenari tedeschi nel 1329. Gli anziani
di Lucca, ripreso ancora una volta il controllo della città,
decisero l'edificazione delle mura, la cui costruzione terminò
nel 1380. Ciò non fu abbastanza da proteggere i Camaioresi,
che, intorno al 1440, caddero preda di Francesco Sforza e subirono
la dominazione dei Fiorentini. La città tornò sotto
Lucca nel 1470 e nel 1532 fornì prova della sua fedeltà
sedando la rivolta detta "degli straccioni". Per celebrare
questa vittoria, e per riconoscenza al popolo camaiorese, fu fatto
erigere l'Arco Trionfale fuori della Porta Lombricese. Tuttavia
nel 1620 Camaiore perse il titolo di capoluogo della Vicaria e
con esso molti territori a favore di Viareggio che, in quel periodo,
assunse una maggiore rilevanza per i traffici commerciali di Lucca.
Nel 1801 per volere di Napoleone Bonaparte si costituì
la nuova repubblica lucchese.
Dopo l'era napoleonica, Maria Luisa di Borbone governò
fino al 1824. Alla sua morte subentrò il figlio Carlo Ludovico.
Nel 1847, la città passò a far parte del Granducato
di Toscana sotto Leopoldo II, e nel 1860 ci fu il plebiscito con
il quale fu annessa al neonato Regno d'Italia.
Il
significato del nome Versilia
L'origine
del nome "Versilia" risale all'idronimo
Ves(s)idia (l'antico germanico Wesser/ Wasser = acqua), da cui,
nell'alto Medioevo derivò per dissimilazione consonantica
la forma "Versilia".
Il nome alla regione fu dato principalmente
dal canale di Ruosina che storicamente corrispondeva al fluvius
Vesidia della "Tabula Peutingeriana" , il quale nei
pressi di Seravezza, si congiunge con il Riomagno, proveniente
dal versante sud del Monte Altissimo.
Il corso del fiume non era in antico quello che vediamo attualmente.
Esso scendeva da Seravezza, si spingeva nella valle passando poco
a sud-ovest del sito ove poi sorse la città di Pietrasanta,
prendendo in quel tratto il nome di "Sala ", dall'omonimo
colle sovrastante; e continuava per la pianura fino a sboccare
nella foce di Motrone. Si può quindi dire che il suo corso
sottolineasse in modo perfetto il cuore della Versilia.
Tratto da Diamondo Scalabrella: "Vita
eroica di Guiscardo da Pietrasanta", Tip. Cooperativa Pietrasanta,
1964, pag. 72.e Mario Lopes Pegna: "Versilia ignota",
Editoriale Toscana, Firenze 1958.